Può rendersi utile, se non addirittura necessario in alcune occasioni, applicare una gestione mirata ed efficiente delle partizioni del proprio hard disk. E’ una prassi molto semplice ed essenziale, che però può rivelarsi molto utile per evitarci di incorrere in grossi problemi e per evitare o ridurre al minimo la possibilità, indesiderabile, della perdita dei propri dati. Ovviamente è utile anche l’abbinamento con una efficace tecnica di backup, della quale parleremo in un prossimo articolo.

Di norma, dal momento che gli hard disk sono diventati molto capienti, è opportuno dividerli almeno in due partizioni, la prima che contiene il sistema operativo, e la seconda che serve per l’archiviazione dei nostri dati e documenti. Questo semplice accorgimento permette di effettuare, nel caso si rendesse necessaria, la reinstallazione dell’intero sistema operativo senza che questo comporti la perdita dei dati. Probabilmente a molti sarà capitato, almeno una volta, che il nostro “amato” windows si pianti ed improvvisamente non sia più possibile farlo ripartire, oppure che riparta ma sempre presentando un malfunzionamento. In questi casi pensiamo subito: “Tanto mi basta fare un ripristino del sistema…”, e qui il nostro equilibrio viene messo in discussione quando ci accorgiamo che tra i malfunzionamenti del sistema c’è anche quello della impossibilità di eseguire il ripristino!!! A questo punto l’unica soluzione è quella di reinstallare il sistema, senza però perdere i nostri preziosi dati (visto che il backup è quella cosa della quale ci ricordiamo soltanto quando ci serve …… ma ormai è tardi ( come quelle polizze contro il furto che corriamo a stipulare non appena i ladri hanno visitato la nostra casa, rubandoci tutto…) Per evitare questo dobbiamo poter essere in condizione di poter eseguire il classico liberatorio “format C:” senza preoccupazioni.

Quindi, regola nr. 1: Fare almeno due partizioni –partizione per il sistema (partizione primaria di avvio), e partizione per i dati.

Tecnicamente l’hard disk può essere diviso in più partizioni: la partizione detta primaria, contrassegnata dalla lettera “C:” che è quella di avvio, che contiene il sistema, e la partizione estesa. La partizione estesa a sua volta può contenere più unità logiche, ad ognuna delle quali corrisponde una lettera di unità, che sono quelle che nel sistema operativo leggiamo come ulteriori hard disk. Lo standard di formattazione più utilizzato attualmente si chiama NTFS, in alternativa al precedente FAT32. Questo vale in ambiente Windows. Se installiamo sul nostro hard disk anche Linux, noteremo che questa installazione crea automaticamente all’accensione del pc un menù di avvio che ci permette di scegliere quale sistema operativo avviare. Nell’hard disk, con la installazione oltre che di Windows anche di Linux, vengono create nello spazio libero altre partizioni che avranno il nome di EXT2, EXT3 ecc….

Dopo queste brevi note tecniche che ci permettono di comprendere un po’ meglio, torniamo al nostro argomento: come partizionare l’hard disk.

Oltre alle due partizioni di base di cui abbiamo parlato prima, se utilizziamo un programma di P2P come Emule o altri, sarà utile crearne una terza dove posizioneremo i files che andremo a scaricare. Questo perché i file vengono scaricati a “pacchetti”, cioè spezzati in tanti piccoli files parziali che vengono ricomposti per formare il file completo alla fine dello scaricamento. Emule stesso assegna una directory dove posizionare provvisoriamente i files parziali prima del completamento. Questo metodo crea una grandissima frammentazione dei dati sul disco rigido, che in parole povere significa che i dati sono sparsi qua e là. Il fatto di avere un disco molto frammentato provoca un sensibile rallentamento nella lettura e scrittura dei dati con il rischio, nei casi peggiori, di veri e propri malfunzionamenti del sistema. Per questa ragione non è per niente consigliabile avere una grande frammentazione , soprattutto nel disco che contiene il sistema operativo. Creando una partizione apposita per questo tipo di dati frammentati risolviamo alla radice il problema. Nei prossimi articoli parleremo dei programmi per gestire le partizioni, della frammentazione dei dischi e dei programmi per la deframmentazione, dei metodi di backup e dei programmi per eseguirli. Tutti questi accorgimenti permettono di mantenere il nostro pc in buone condizioni di funzionamento ed evitano a noi la “frustrazione da computer inchiodato proprio quando ci serviva di più…”.

Potete trovare altre informazioni nella sezione “guida ed istruzioni pratiche” del sito ufficiale Microsoft Italia.

Alla prossima.

Post correlati:

Un programma gratuito che permette di salvare files ed impos...
Gparted, programma gratuito per gestire le partizioni dell’h...
Programma completo per la deframmentazione dell'Hard disk gr...

Lascia un commento con Facebook:

commento/i

TAGS: , , , ,

0 Commenti

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento


Immagine CAPTCHA
*